6 OTTOBRE 2024
Nuovo studio sugli impatti ambientali del biometano compresso condotto da Iveco e dal CNR
Testo di: Redazione
Nuovo studio sugli impatti ambientali del biometano compresso condotto da Iveco e dal CNR
Iveco ha avviato uno studio congiunto con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per valutare gli impatti ambientali derivanti dall’uso del biometano compresso prodotto dalla frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU). L’analisi confronta il biometano con combustibili tradizionali, come diesel e gas naturale compresso, utilizzati nei veicoli per la raccolta dei rifiuti urbani.
L’analisi di Iveco e CNR
Lo studio si concentra sul mercato italiano, caratterizzato da una rete capillare di stazioni di rifornimento di CNG, grazie al numero crescente di veicoli alimentati a metano, uno dei più alti in Europa. L’analisi, condotta secondo il metodo Well-to-Wheel (dal “pozzo alla ruota”), considera gli impatti legati alla produzione e all’uso del carburante, escludendo la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture per garantire una comparazione diretta tra i vari combustibili.
Particolare attenzione è stata dedicata al contributo della cattura della CO2 nella filiera di produzione e al mix energetico utilizzato per alimentare i processi industriali.
Riduzione dei gas climalteranti con il biometano compresso
I risultati dello studio evidenziano il potenziale del biometano compresso nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e nella riduzione dell’inquinamento atmosferico urbano. In particolare, l’uso del biometano può portare a una riduzione dei gas climalteranti fino al 96% rispetto al diesel, e a una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto fino al 72%. Queste riduzioni significative sono in linea con le strategie di sostenibilità dei trasporti adottate a livello nazionale ed europeo.
Tra gli scenari esaminati, i risultati migliori si ottengono quando tutti i passaggi della filiera di produzione del biometano compresso, dalla gestione della FORSU alla digestione anaerobica e alla compressione del biometano, avvengono nello stesso sito, utilizzando energia prodotta dalla combustione di biogas generato in loco.
Le dichiarazioni di Iveco
Valerio Vanacore, Responsabile Trazioni Alternative di Iveco per il Mercato Italia, ha dichiarato: “Siamo onorati di supportare la ricerca in tecnologie sostenibili che possono davvero contribuire alla decarbonizzazione del settore in modo efficace. Crediamo fermamente nei benefici del biometano, una risorsa già tecnologicamente matura per la nostra gamma, e questo studio dimostra la sua compatibilità con le applicazioni per la raccolta dei rifiuti. Il rifiuto diventa carburante a impronta carbonica quasi zero. Ringraziamo il CNR per la collaborazione e tutti i clienti che ci supportano in questo percorso di cambiamento.”
La parola al CNR
Valerio Paolini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR, ha affermato: “I risultati di questo studio confermano il potenziale strategico del biometano per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e gestione circolare delle risorse. La ricerca scientifica deve supportare i decisori politici e industriali, fornendo scenari di emissione accurati. È fondamentale applicare metodologie di analisi del ciclo di vita, in particolare per i nuovi modelli di produzione circolare, un ambito in cui il CNR è attivamente impegnato, come dimostra la collaborazione con Iveco.”
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