25 NOVEMBRE 2025
Barriere stradali obsolete: l’urgenza d una rivoluzione normativa
Testo di: Redazione
Barriere stradali obsolete: l’urgenza d una rivoluzione normativa
Le barriere di sicurezza presenti oggi lungo la rete stradale e autostradale italiana rappresentano un punto critico non solo per la circolazione delle auto moderne, ma soprattutto per il mondo dei trasporti eccezionali e della logistica pesante, settori che negli ultimi anni hanno visto un aumento significativo di massa, dimensioni e frequenza dei mezzi in transito. Le infrastrutture, tuttavia, non hanno seguito la stessa evoluzione.
Gran parte delle barriere attualmente in servizio risale a progetti degli anni ’90, quando le norme tecniche — fissate dal Decreto Ministeriale n. 223/1992 — consideravano come riferimento veicoli da circa 1.200 kg. Un contesto oggi completamente superato: non solo i moderni SUV e i veicoli elettrici arrivano e spesso superano i 1.800 kg, ma gli autoarticolati, i convogli eccezionali e i mezzi dedicati alla logistica industriale possono raggiungere masse estremamente superiori, generando sollecitazioni per cui molti dispositivi di ritenuta non sono stati mai progettati.
L’allarme arriva da AISICO, realtà italiana leader nella sicurezza stradale e infrastrutturale, in occasione della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada (16 novembre 2025). L’azienda sottolinea come le barriere obsolete rappresentino un punto debole non solo in scenari di traffico ordinario, ma anche nei transiti pesanti, dove un impatto laterale o una perdita di controllo di un mezzo da decine di tonnellate può provocare conseguenze devastanti. Se una barriera non è in grado di contenere un semplice SUV, è facile immaginare l’esito di collisioni che coinvolgono bisarche, mezzi per il trasporto industriale o veicoli eccezionali.
A fine 2024 ANSFISA — l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali — ha avviato un censimento nazionale delle barriere, coinvolgendo ANAS, Regioni, Province e Comuni per definire priorità e interventi entro il 2026. Tuttavia la normativa attuale non impone l’obbligo di sostituire i dispositivi inadeguati, lasciando un ampio margine di discrezionalità ai gestori e creando un pericoloso vuoto regolatorio.
Secondo Ottavia Calamani, CEO di AISICO, siamo di fronte a un paradosso: la logistica italiana si è modernizzata, i flussi di merci aumentano, i mezzi diventano più pesanti e tecnologici, ma le infrastrutture di sicurezza — quelle che devono proteggere la vita di autisti, operatori e utenti della strada — sono ferme a trent’anni fa. Per affrontare questa criticità servono nuovi standard, protocolli aggiornati e strumenti digitali capaci di monitorare in tempo reale lo stato delle barriere, individuando tempestivamente degradi e necessità di sostituzione.
In un Paese che vive di trasporti e di logistica, la sicurezza delle infrastrutture non è un dettaglio tecnico: è una condizione essenziale per garantire continuità operativa, tutela degli autisti, prevenzione dei sinistri e protezione delle grandi arterie industriali. L’evoluzione del traffico pesante richiede barriere moderne, testate per scenari realistici e progettate per il mondo che abbiamo davanti, non per quello di trent’anni fa.
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Fonte: AISICO
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