L’asfalto ottenuto dalle scorie delle acciaierie contro l’inquinamento - InfraStrade

29 DICEMBRE 2024

L’asfalto ottenuto dalle scorie delle acciaierie contro l’inquinamento

Testo di: Redazione

L’asfalto ottenuto dalle scorie delle acciaierie contro l’inquinamento

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L’asfalto ottenuto dalle scorie delle acciaierie contro l’inquinamento

Sono in corso ormai da ottobre le operazioni di fresatura e campionamento dell’asfalto prodotto con filler derivato dal recupero delle scorie delle acciaierie Arvedi Ast di Terni, gestite da Tapojarvi Srl. Il campionamento, effettuato dai tecnici di Arpa Umbria, rientra nelle attività previste dalla convenzione siglata lo scorso luglio tra l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e Tapojarvi Italia Srl.

L’accordo mira a sperimentare e valutare le caratteristiche ambientali del rifiuto da asfalto fresato contenente filler “End of Waste” ottenuto dalle scorie di acciaieria. Questo materiale granulare, ricavato dal trattamento delle scorie, è stato utilizzato come componente minerale nell’asfalto, sostituendo il tradizionale pietrame di cava.

In collaborazione con Anas, questo innovativo asfalto (composto da strato di usura e base binder) è stato applicato nel dicembre 2023 su un tratto sperimentale della strada statale 209 Valnerina, nei pressi di Ferentillo. I campionamenti in corso permetteranno ad Arpa Umbria di condurre analisi nei laboratori di Terni per verificare la conformità alle normative ambientali. L’obiettivo è garantire che il materiale bituminoso, contenente filler recuperato, superi la qualifica di rifiuto e sia pienamente idoneo all’utilizzo stradale.

Francesco Longhi, direttore del dipartimento Umbria Sud di Arpa, ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa per l’economia circolare. “Stiamo riutilizzando un materiale che sarebbe stato smaltito in discarica per produrre conglomerato bituminoso,” ha dichiarato. I risultati delle analisi saranno cruciali per dimostrare la compatibilità ambientale del prodotto e integrarlo definitivamente nel ciclo produttivo.

Questo progetto, frutto della collaborazione tra Anas, Ast Arvedi, Arpa, Tapojarvi e Regione Umbria, è stato recentemente citato dal presidente di Anas come un modello virtuoso di economia circolare, confermando il ruolo chiave dell’innovazione nella gestione sostenibile dei materiali.

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Fonte: Arpa Umbria