Simex ART 1000 – GEN II, il riciclaggio a freddo tecnologico - InfraStrade

19 DICEMBRE 2025

Simex ART 1000 – GEN II, il riciclaggio a freddo tecnologico

Testo di: Daniela Stasi

Simex ART 1000 – GEN II, il riciclaggio a freddo tecnologico

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Simex ART 1000 – GEN II, il riciclaggio a freddo tecnologico

Ancora più tecnologica l’attrezzatura Simex per gli interventi superficiali di recupero funzionale del dissesto stradale che sfrutta unicamente il materiale esistente in situ ed evita la totale interruzione del traffico veicolare. Simex ART 1000 – GEN II è oggi più performante e semplice da usare grazie alla tecnologia di bordo e al controllo della rigenerazione

La prima versione aveva fatto parlare di sé per la sua capacità di innovare, la seconda, ne consolida il successo e la rende ancora più tecnologica. Stiamo parlando di ART 1000 – GEN II, la nuova generazione della tecnologia brevettata da Simex per la rigenerazione in situ dell’asfalto ammalorato, sviluppata in ottemperanza ai recenti CAM Strade, i criteri ambientali e operativi minimi del cantiere stradale. Per raccontarvi al meglio cosa è cambiato e i vantaggi in termini di sostenibilità e operatività, abbiamo intervistato Dario Zaccardi dell'impresa abruzzese Asfalti Zaccardi Group, che ha acquistato e impiegato entrambe le versioni. Chi meglio di lui può dirci qualcosa di concreto e attendibile?

 

Simex per il riciclaggio a freddo e in situ di strati bituminosi superficiali, la tecnologia Simex ART 


Partiamo dall’inizio. Dall’idea. Simex ART è una tecnologia innovativa che si inserisce nell’ambito degli interventi superficiali di recupero funzionale del dissesto stradale – che non richiede alcuna asportazione di fresato o aggiunta di conglomerato bituminoso vergine – ma sfrutta unicamente il materiale esistente in situ. E soprattutto evita la completa interruzione del traffico veicolare garantendo un’immediata percorribilità della strada dopo il suo ripristino. 
Durante la fase di fresatura l’attrezzatura sfrutta un additivo chimico ecosostenibile per rigenerare a freddo il granulato di conglomerato bituminoso prodotto. Nello specifico, si compone di due tamburi, il primo per la fresatura e miscelazione, il secondo per la frantumazione e disgregazione.

Nella fase di lavoro ART 1000 combina i seguenti processi:
•    fresatura del tratto di strada ammalorata
•    riduzione della pezzatura del fresato alla corretta granulometria
•    iniezione controllata di liquido rigenerante proporzionale alla profondità di lavoro e alla velocità di avanzamento della macchina operatrice
•    miscelazione finale per creare il conglomerato riciclato pronto per la ricostituzione della superficie stradale
Il conglomerato dopo essere stato rigenerato viene depositato direttamente all’interno della traccia di fresatura ed è pronto per essere pareggiato e compattato con rullo o piastra vibrante. Da precisare che, come nel caso dei ripristini dopo la posa della fibra ottica, la presenza di malte cementizie in proporzioni limitate rispetto al totale del volume di asfalto fresato non compromette il buon esito del ripristino finale. 

 

I vantaggi principali di Simex ART 


Oltre ai benefici logistici di cantiere e di circolazione, la tecnologia ART 1000 presenta i seguenti vantaggi:
1.    L’abbattimento dei costi legati all’acquisto ed alla movimentazione di nuove materie prime, utilizzando esclusivamente il conglomerato bituminoso presente in loco.
2.    L’ecosostenibilità ambientale: il recupero e la rigenerazione del 100% del materiale presente in sito e la riduzione del traffico di cantiere, implicito nell’approvvigionamento di nuovi materiali e nell’allontanamento di quelli asportati.
3.    Ripristino dell’ammaloramento superficiale in modo veloce e duraturo nel tempo, permettendo così una adeguata programmazione degli interventi, a costi sostenibili.

 

Tecnologia di bordo e controllo della rigenerazione, le novità di ART 1000 – GEN II

Dopo aver lanciato la tecnologia ART 1000, Simex ne ha proseguito l’evoluzione, implementando la componente elettronica a bordo con l’inserimento di una nuova interfaccia video per migliorare l’esperienza di connettività con l’operatore. Oggi è così possibile avere sotto controllo in tempo reale una serie di dati, quali i metri lineari (avanzamento), i litri al metro (dosaggio additivo) e i litri effettivi (consumo additivo). 

È possibile, infatti, impostare manualmente una precisa quantità di liquido rigenerante (sensibilità di 0,1 l/min) in base alle indicazioni fornite dalla casa produttrice e alle condizioni ambientali di cantiere. Il software Simex tara e corregge il dosaggio di additivo al variare della velocità di avanzamento, in base ai parametri inseriti dall’operatore a inizio lavori. Il display di controllo è associato a un indicatore led installato sopra all’attrezzatura, ben visibile, che mostra la corretta velocità di avanzamento, quindi un’efficace miscelazione del materiale. In una scala di otto led ad accensione progressiva, i primi due indicano una velocità di avanzamento eccessivamente bassa, gli ultimi due troppo veloce: il range centrale, di colore verde, suggerisce l’avanzamento ideale per ottenere una corretta rigenerazione del materiale fresato. 
In sintesi, tutti i parametri di esercizio quali la distanza, l’area e la quantità di additivo sono sempre disponibili e salvati nella memoria del sistema. Inoltre, ART 1000 è equipaggiata con un sistema telematico, comprensivo di GPS, per il monitoraggio in tempo reale dei principali parametri operativi e della posizione. L’accesso remoto al cloud consente di verificare le prestazioni e di effettuare la diagnostica per un funzionamento ottimale dell’attrezzatura. 

 

Simex ART 1000 – GEN II, le migliorie apportate per semplificare la manutenzione

Il serbatoio additivo posteriore da 100 litri è ora estraibile lateralmente e, grazie a un tappo di scolo posizionato sul fondo, è facilmente svuotabile in caso di necessità. Inoltre, la traslazione laterale del serbatoio consente di accedere al vano del secondo tamburo (frantumatore) anche dall’alto, per pulizia e manutenzione.
Anche la griglia che determina la corretta granulometria del materiale in uscita, sottostante al secondo tamburo, è stata ridisegnata per essere estratta lateralmente. A giovarne, le operazioni di pulizia a fine giornata. 
Entrambi, il serbatoio e la griglia estraibili, sono stati pensati per poter garantire un accesso agevolato e in totale sicurezza al tamburo frantumatore dell’attrezzatura.  

 

Intervista a Dario Zaccardi sulla Simex ART 1000 – GEN II 

Come anticipato, Dario Zaccardi, dalla lunga esperienza nel settore stradale, conosce molto bene la tecnologia ART 1000. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande. 

Tra le migliorie apportate nella versione GEN II, quali sono a tuo avviso le più rilevanti in termini di operatività quotidiana?
Innanzitutto il serbatoio estraibile, che facilita la pulizia sia del serbatoio, sia dell’attrezzatura perché permette di accedere al tamburo della fresa, che quindi si può lavare più semplicemente. Molto intuitivo anche il sistema che segnala la giusta velocità di avanzamento: si inizia a rigenerare e basta guardare i led per capire se si sta andando troppo velocemente o troppo lentamente: è una sorta di semaforo a scala che aiuta a mantenere la velocità in equilibrio. 

L’elettronica di bordo, in termini operativi, è di aiuto?
Il computer di bordo della tecnologia ART 1000 – GEN II, presente in cabina, permette di sapere tutto ciò che prima doveva essere misurato: la lunghezza della passata, la produzione, quanto liquido rigenerante è stato impiegato. Un report costante che aiuta molto l’impresa anche a livello economico: permette di fare una veloce analisi della giornata lavorativa e quindi di ottimizzare tempo e risorse. Permette anche di accedere ai crediti d’imposta previsti dal piano Transizione 4.0. 

Insomma, si può dire che sei soddisfatto della tecnologia Simex?
Assolutamente sì, avevamo sposato questa tecnologia già nella sua prima versione perché è l’unica che rispetta in toto i criteri previsti dai CAM strade: riesce a rigenerare il 100% dell’asfalto direttamente in cantiere, senza ricorrere al trasporto in discarica, senza creare polvere, senza dover allestire il solito treno di macchine come nelle classiche asfaltature per ripristini. L’ultima versione, inoltre, è decisamente più immediata e semplificata nell’uso: per l’adeguamento della velocità, per il calcolo della produzione, è anche più semplice nella manutenzione ordinaria. Tutti upgrade molto apprezzati. 

Qual è l’applicazione per cui utilizzate maggiormente questa attrezzatura?
Nel risanamento delle buche stradali ma anche per la fibra ottica. 
Tra i cantieri, ce n’è uno in cui la tecnologia Simex ART 1000 – GEN II è stata particolarmente risolutiva?
Ce ne sono diversi ma cito un intervento di ripristino per il Comune di Pescara, sia sulle strade urbane, sia nella zona industriale dove c’è un’elevata intensità di mezzi pesanti (camion, autobus, mezzi della municipalizzata che si occupa della raccolta di rifiuti, etc.). In città abbiamo rigenerato uno spessore di 4 cm, nell’area industriale siamo andati più in profondità, arrivando fino a 7 cm, perché la parte ammalorata non riguardava solo il tappetino. 
La soddisfazione più grande è stata la continuità di lavoro tra quello svolto con la ART 1000 di prima generazione e quello eseguito con la GEN II. È proprio il concetto che sta alla base della macchina a essere valevole. 

 

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