23 APRILE 2025
Rapporto CECE 2025: tra crolli del 2024 e speranze per l’edilizia del futuro
Testo di: Redazione
Rapporto CECE 2025: tra crolli del 2024 e speranze per l’edilizia del futuro
Mentre l’Europa naviga tra tensioni geopolitiche e incertezze economiche, il settore delle costruzioni si trova davanti a un bivio: tra le difficoltà dell’ultimo anno e le prime luci di una ripresa prevista per il 2025. Questo è il quadro delineato dal CECE – il Comitato Europeo delle Attrezzature da Costruzione – durante la conferenza stampa dell’8 aprile a Monaco di Baviera, dove è stato presentato il Rapporto Economico Annuale 2025.
Un 2024 da dimenticare per le costruzioni europee
Il 2024 si è rivelato un altro anno complicato per il settore edilizio europeo. L’attività complessiva nell’Eurozona ha registrato una contrazione del 2,4%, mentre il mercato delle attrezzature da costruzione ha subito un crollo significativo del 19%. A pesare sono stati i costi elevati, l’inflazione persistente e i tassi d’interesse in salita, tutti elementi che hanno alimentato timori di recessione e risentito delle crisi geopolitiche in corso.
I progetti infrastrutturali ed energetici sono riusciti a mantenere una certa stabilità, ma il resto del mercato ha sofferto per la domanda debole e gli investimenti in calo. Particolarmente critica è stata la situazione dell’edilizia residenziale in paesi chiave come Germania, Francia e Svezia, dove i costi di finanziamento elevati e la perdita di fiducia dei consumatori hanno frenato nuovi sviluppi. Anche la manutenzione e la ristrutturazione hanno subito un calo. L’edilizia non residenziale ha fatto segnare un’altra performance negativa, zavorrata dal rallentamento di uffici e spazi commerciali. Unica eccezione: il comparto logistico e industriale, sostenuto dagli investimenti nelle catene di approvvigionamento.
Uno sguardo al 2025: la ripresa prende forma
Il 2025 potrebbe rappresentare l’inizio della risalita. Le previsioni parlano di una ripresa graduale, trainata dagli investimenti pubblici, dalle politiche green e dai grandi progetti infrastrutturali. In questo scenario, l’ingegneria civile si conferma motore di crescita, mentre i segmenti residenziale e non residenziale potrebbero stabilizzarsi lentamente.
L’Unione Europea, grazie a fondi dedicati e agli obiettivi della transizione energetica, giocherà un ruolo centrale nello sviluppo infrastrutturale. Dopo tre anni consecutivi di contrazione, la produzione dovrebbe registrare un +1,1% nel 2025, con un’accelerazione stimata all’1,8% nel 2026. Il miglioramento del contesto economico e la riduzione dei tassi d’interesse favoriranno soprattutto il settore abitativo. Tuttavia, sfide come la carenza di manodopera e l’aumento dei costi dei materiali rimangono all’orizzonte. La digitalizzazione e la sostenibilità, però, potrebbero fare la differenza e assicurare una crescita duratura.
Bauma e sentiment: tra ottimismo e realtà
In questo contesto, eventi come bauma, la più grande fiera mondiale del settore, possono influenzare positivamente il morale degli operatori. Tuttavia, come sottolinea il presidente del CECE, José Antonio Nieto, “bauma contribuirà sicuramente a migliorare il sentiment del mercato, ma da sola non sarà sufficiente a generare nuova domanda.
Un report a 360 gradi sul settore
Il Rapporto Economico Annuale CECE 2025 non si limita all’analisi macroeconomica: include approfondimenti sui mercati principali, sui segmenti dell’industria europea delle attrezzature da costruzione – incluso quello minerario – e sui trend regionali grazie al contributo delle associazioni nazionali membri del CECE. Quest’anno, inoltre, il documento dedica spazio anche al mercato del noleggio, integrando i dati del sondaggio ERA/IRN RentalTracker. Il tutto è accompagnato da un video riassuntivo per una fruizione immediata.
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Fonte: CECE
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