12 MARZO 2026
Il processo operativo della Simex ART 1000 Gen II
Testo di: Redazione
Il processo operativo della Simex ART 1000 Gen II
Simex ART 1000 Gen II: rigenerare l’asfalto direttamente in cantiere
La manutenzione delle pavimentazioni stradali richiede interventi sempre più rapidi, sostenibili e capaci di garantire la continuità della circolazione.
In questo contesto si colloca la Simex ART 1000 Gen II, un’attrezzatura progettata per la rigenerazione a freddo del conglomerato bituminoso in sito, senza asportazione del materiale esistente.
La tecnologia ART va oltre la semplice fresatura superficiale: consente infatti di recuperare e riqualificare il manto stradale riutilizzando il 100% dell’asfalto presente in sito, senza produzione di rifiuti e senza l’impiego di nuovi inerti.
Ne deriva un processo altamente sostenibile, efficiente e perfettamente integrato con le moderne esigenze di manutenzione stradale.
Un approccio funzionale alla manutenzione stradale
La ART 1000 Gen II è concepita per interventi di manutenzione funzionale superficiale, fino a una profondità massima di 100 mm. L’obiettivo non è la ricostruzione della pavimentazione, ma il ripristino delle condizioni di sicurezza, regolarità e aderenza del manto stradale.
Questo approccio consente di lavorare con:
- cantieri compatti e dinamici,
- impatto ridotto sulla circolazione veicolare,
- immediata riapertura al traffico della carreggiata dopo la compattazione finale.
Il processo operativo della Simex ART 1000 Gen II
La tecnologia ART opera secondo un ciclo di lavoro strutturato e ben definito, articolato in quattro fasi operative distinte, che consentono la rigenerazione del conglomerato bituminoso direttamente in sito.
Fase 1: Fresatura e frantumazione
In questa fase il conglomerato fresato viene convogliato nella camera di frantumazione, dove viene ridotto ad una granulometria 0-15 mm. Per una buona riuscita del processo e una buona finitura superficiale è necessario che nella fase di frantumazione si ottenga il 15-20% di materiale con pezzatura <1 mm.
La prima fase è svolta dal tamburo fresante da 1000 mm, che interviene sul manto stradale ammalorato fino a una profondità massima di 100 mm, regolabile idraulicamente e in modo indipendente sui due lati. La scelta della profondità di fresatura dipende dal tipo di ammaloramento da affrontare. In tutti i casi, lo spessore di fresatura raccomandato deve essere almeno di 30 mm di profondità.
Contestualmente avviene la riduzione granulometrica del materiale: il fresato viene frantumato e calibrato tramite una griglia di uscita, che garantisce una pezzatura compresa tra 0 e 15 mm. Questa operazione è essenziale per assicurare l’omogeneità del materiale rigenerato e una corretta lavorabilità nelle fasi successive del processo.
Fase 2: Iniezione del rigenerante
In questa fase si inietta ad alta pressione l’additivo sul conglomerato fresato e frantumato, per rigenerarlo.
Durante l’operazione il conglomerato bituminoso viene rigenerato in tempo reale mediante la nebulizzazione ad alta pressione di un additivo rigenerante, iniettato direttamente sul materiale fresato. La camera del tamburo frantumatore viene isolata tramite una paratia di separazione, che consente di trattenere il materiale e di sottoporlo a un mescolamento controllato e omogeneo.
Questo processo consente di ripristinare le caratteristiche leganti del bitume esistente, migliorando la qualità del materiale riutilizzato. Il dosaggio dell’additivo è gestito da un sistema elettronico integrato, che adegua automaticamente la quantità erogata in funzione della velocità di avanzamento della macchina, mantenendo costante la percentuale impostata dall’operatore.
Fase 3: Miscelazione
In questa fase si effettua un ulteriore passaggio con il solo tamburo fresante, per rendere omogeneo il conglomerato fresato e addittivato.
Al termine delle fasi di fresatura e rigenerazione, il materiale entra nella fase di miscelazione, dedicata all’uniformazione del conglomerato rigenerato. Durante questa fase, l’additivo rigenerante viene distribuito in maniera uniforme sull’intero volume del conglomerato, migliorandone la coesione, la stabilità e la lavorabilità complessiva.
In funzione della metodologia applicativa adottata e del tipo di additivo impiegato, la fase di miscelazione può essere preceduta dalla stesa di un legante supplementare (ad esempio cemento), qualora le condizioni dell’intervento lo rendano necessario.
Fase 4: Compattazione
Completata la fase di miscelazione, si procede con la compattazione finale del materiale rigenerato, eseguita mediante piastra vibrante o rullo compattatore, in funzione delle caratteristiche dell’intervento.
Una volta costipato, il materiale rigenerato restituisce una superficie uniforme e stabile, immediatamente transitabile e idonea al traffico veicolare.
Il risultato finale è una pavimentazione realizzata con conglomerato bituminoso rigenerato al 100%, ottenuto direttamente in cantiere, senza asportazione di materiale e senza produzione di rifiuti, con evidenti vantaggi in termini operativi, ambientali ed economici.
Elettronica di bordo e supporto all’operatore
Uno degli elementi distintivi della ART 1000 Gen II è l’evoluzione del suo sistema elettronico di bordo, progettato per supportare l’operatore e garantire la costanza qualitativa del processo di rigenerazione.
L’attrezzatura è dotata di:
- interfaccia video di controllo, per l’impostazione e la gestione dei principali parametri operativi;
- indicatore LED ergonomico, installato sopra l’attrezzatura, che fornisce un riscontro visivo immediato sulla corretta velocità di avanzamento da mantenere durante le lavorazioni.
Questi dispositivi consentono di standardizzare il processo operativo, mantenendo uniforme la qualità della rigenerazione e riducendo la variabilità legata allo stile di guida o al livello di esperienza dell’operatore.
Campi di applicazione
La tecnologia ART è progettata per il ripristino funzionale di numerose tipologie di degrado superficiale delle pavimentazioni stradali, tra cui:
- fessurazioni ramificate (cosiddetta “pelle di coccodrillo”),
- buche e distacchi localizzati,
- rigonfiamenti, depressioni e fenomeni di corrugamento,
- perdita di aderenza e levigatura degli aggregati,
- rappezzi temporanei deteriorati.
La ART 1000 Gen II trova applicazione prevalentemente sulla viabilità urbana ed extraurbana, dove la rapidità di esecuzione degli interventi e la riduzione dell’impatto sulla circolazione rappresentano fattori determinanti.
Benefici operativi e ambientali
L’impiego della ART 1000 Gen II consente di conseguire vantaggi operativi ed economici concreti, tra cui:
- riduzione dei costi complessivi, grazie all’eliminazione dell’impiego di nuove materie prime e dei costi di trasporto e smaltimento del fresato;
- cantiere leggero e razionalizzato, con un numero ridotto di operatori e l’utilizzo di un unico mezzo operativo;
- assenza di rifiuti, grazie al recupero e al riutilizzo integrale del materiale esistente;
- possibilità di interventi ripetibili nel tempo, favorendo una pianificazione più efficiente e sostenibile delle attività di manutenzione.
Dal punto di vista ambientale, la rigenerazione a freddo contribuisce a una significativa riduzione dell’impatto ambientale, limitando il consumo di risorse naturali, le emissioni associate alla produzione di nuovo conglomerato bituminoso e la movimentazione dei materiali in cantiere.
Dati tecnici principali
- Larghezza tamburo fresante: 1000 mm
- Profondità di lavoro: 0-100 mm
- Regolazione profondità: idraulica, indipendente dx/sx
- Capacità serbatoio additivo: 100 litri
- Peso: circa 1860 kg
- Portata olio richiesta: 115-152 l/min
- Pressione massima: 300 bar

La Simex ART 1000 Gen II rappresenta una soluzione tecnica avanzata per la manutenzione superficiale delle pavimentazioni stradali, in grado di coniugare rapidità di esecuzione, sostenibilità ambientale e qualità del risultato finale.
Grazie alla rigenerazione in sito del conglomerato bituminoso, l’attrezzatura consente di prolungare la vita utile delle pavimentazioni, favorendo il passaggio da interventi di tipo emergenziale a una gestione programmata, efficiente e razionale della rete stradale.
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Fonte: Simex
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